Ristrutturare una casa d’epoca: i consigli

Ristrutturare un immobile d’epoca non significa quasi mai riportarlo al preciso stato originario: le necessità di oggi (ma anche le normative) impongono spesso di eseguire interventi che portano a una trasformazione: come possiamo conciliarli con il mantenimento dell’identità originaria? Vi portiamo alcuni consigli di chi progetta questo tipo di soluzioni.

ristrutturare casa storica

1. Conoscere la storia della casa

Le abitazioni d’epoca hanno un feeling unico, ma molto delicato: per intervenire senza perderlo è necessario capire da dove arriva, in modo da essere certi in merito a quali elementi possiamo modificare e quali vanno invece preservati. Cerchiamo di metterci nei panni di chi ha costruito e vissuto la casa per renderci conto di quale sia il significato di ciascun dettaglio: la ristrutturazione richiederà probabilmente di sacrificarne alcuni, ma se riusciamo a capire quali sono i punti chiave da mantenere potremo procedere senza incertezze.

In alcuni casi si possono identificare le tracce di trasformazioni effettuate in periodi diversi: può essere interessante metterle in evidenza, creando contrasti con diversi materiali e articolando illuminazione e finiture. Interventi di questo tipo possono donare alla casa un’identità del tutto unica, che ne ricalca la storia stessa.

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2. Coniugare forma e funzione

Ogni vero progettista sa che l’estetica deve sapersi adattare all’utilizzo, e questo è ancora più valido quando si parla di abitazioni: la casa deve adattarsi a noi, non certo il contrario. Pensando alla ristrutturazione dobbiamo tenere presente che una costruzione d’epoca è probabilmente concepita per ruotare attorno a uno stile di vita diverso da quelli del XXI secolo: migliorare l’efficienza energetica, ampliare gli spazi e favorire l’ingresso della luce naturale sono interventi basilari in molti casi, a cui se ne possono affiancare altri più specifici che dipendono sia dall’abitazione stessa sia dalle esigenze dei nuovi proprietari.

conversione edificio d'epoca

3. L’importanza dell’arredamento

Il lavoro di ristrutturazione deve avvenire in sinergia con la pianificazione degli arredi. Nel caso di immobili d’epoca è la norma trovarsi di fronte ad ambienti di forma irregolare o a strutture insolite, per cui il ricorso a mobilio su misura è quasi sempre obbligatorio se si vuole ottenere un risultato armonioso e coerente. Non dimentichiamo poi che i mobili stessi possono essere utilizzati per riconfigurare gli spazi in modo non definitivo: per esempio un’alta scaffalatura può dividere in due un ambiente senza dover eseguire interventi strutturali, soluzione molto utile per evitare di intaccare più del necessario l’architettura originale.

Talvolta si sceglie di essere arditi nella ristrutturazione e mescolare lo stile storico con l’estetica moderna – anche in questo caso l’arredamento rappresenta un asso nella manica che ci consente di esprimere liberamente il gusto attuale, ma in modo reversibile.

arredi-moderni-in-casa-d-epoca

4. Non è vietato agire in modo radicale

Preservare l’atmosfera e la storia della casa non implica l’obbligo di intervenire il meno possibile. Bisogna certamente avere cura e rispetto per l’immobile su cui stiamo lavorando, ma non dobbiamo nemmeno farci frenare dal timore di sbagliare: si tratta della nostra casa e vogliamo che sia perfetta per noi. Se le nostre necessità comportano quindi delle modifiche estensive alle strutture originali possiamo farlo, ma dal momento che difficilmente si potrà tornare indietro è importante affidare il progetto a professionisti che abbiano familiarità con questo tipo di interventi.

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5. Pianificare in modo accurato

Qualsiasi strada scegliamo, la pianificazione deve essere approfondita nel modo più completo, per non trovarci di fronte a a scelte difficili e conseguenti compromessi mentre i lavori sono già in corso.

Prima di tutto verifichiamo che non manchi nulla in termini di permessi e autorizzazioni dal momento che, soprattutto nel nostro Paese, le normative riguardanti la conservazione del paesaggio e dei beni culturali (inclusi quindi determinati edifici) sono in alcuni contesti piuttosto stringenti – e per validi motivi. Vedersi bloccare i lavori a metà strada ed essere costretti a ripieghi per poter continuare è una delle eventualità peggiori; meglio quindi sapere in anticipo quanta libertà possiamo prenderci e avere in mano un progetto approvato a cui attenerci.

Secondo punto fondamentale è assicurarsi di tenere un buon margine di sicurezza in termini di tempo e di budget: lavorando su edifici datati gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ed è piuttosto raro non dover eseguire qualche intervento aggiuntivo sulla struttura o sul terreno. Per ridurre il rischio di problemi inattesi è saggio avvalersi di professionisti che eseguano ispezioni e rilevamenti approfonditi sotto il profilo strutturale, geologico e idrico.

Questa breve guida non è che un riassunto di accorgimenti utili: le ristrutturazioni sulle costruzioni d’epoca sono operazioni delicate e come tali vanno trattate. Avere a disposizione progettisti, tecnici e consulenti preparati rimane il punto fermo per raggiungere i migliori risultati.

Se le foto in questo articolo vi incuriosiscono, o se cercate qualche spunto, leggete anche: Esempi di rivisitazioni moderne su abitazioni storiche.

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