Da sapere sull’amianto: tipologie, smaltimento, costi e incentivi

Materiale versatile, economico, e con elevate proprietà isolanti, l’amianto fu ampiamente utilizzato in edilizia tra gli anni ’70 e ’80 e ancora oggi rimane presente in un grande numero di edifici (secondo CNR e INAIL la quantità totale di amianto in Italia corrispondeva a 32 milioni di tonnellate nel 2015). Negli anni successivi alla messa al bando dell’amianto mediante la legge n.257 del 1992 sono state emanate diverse normative e sviluppate procedure per la rimozione e lo smaltimento in sicurezza: conoscerle è importante non solo per le implicazioni legali in caso di gestione non corretta del problema, ma anche per evitare che la rimozione dell’amianto diventi essa stessa un pericolo aggiuntivo per la salute di residenti e lavoratori.

Tipologie di materiali contenenti amianto

Minerale contenente amianto, di cui sono ben visibili le fibre

Il termine amianto indica nello specifico un insieme di minerali, abbondanti in natura e relativamente semplici da estrarre (tanto che alcuni sporadici utilizzi per la realizzazione di oggetti ignifughi risalgono a diversi secoli fa).
Negli utilizzi moderni, e quindi per quanto riguarda l’aspetto edilizio, occorre differenziare il cosiddetto amianto friabile dall’amianto compatto.

L’amianto friabile è il più pericoloso per la salute in quanto propenso a sgretolarsi con facilità, rilasciando nell’aria le pericolose fibre cancerogene che contiene. Il manufatto più comune realizzato in amianto friabile sono le lastre ondulate, utilizzate in genere come coperture o rivestimenti: è sufficiente toccarle o applicare una lieve pressione per sgretolare il materiale e rilasciarne le polveri nell’aria. Se le lastre sono datate (e ormai la maggior parte lo sono) la diffusione delle fibre avviene anche spontaneamente. La presenza dell’amianto in forma friabile rappresenta un pericolo concreto e la rimozione di questi manufatti deve rappresentare una priorità.

L’Eternit, una delle più diffuse applicazioni dell’amianto (classificato come amianto friabile)

Con il termine amianto compatto si indica invece l’utilizzo dell’amianto in combinazione con il cemento, a formare lastre compatte. In questa forma la pericolosità è minore, in quanto solo situazioni di deterioramento possono portare al rilascio spontaneo delle fibre nell’aria. La messa in sicurezza è comunque assolutamente raccomandata, dal momento che il rischio per la salute sussiste comunque.

Censimento e segnalazioni

Poco dopo il divieto di produrre, vendere e lavorare l’amianto è iniziata un’attività di mappatura di tali manufatti sul territorio nazionale, così da avviare le necessarie bonifiche. Nonostante ciò, la lista continua a venire aggiornata ancora oggi, in parte per la scoperta di siti non ancora censiti e in parte per utilizzi illegali dell’amianto.

La sopracitata legge del 1992 impone ai proprietari di immobili contenenti amianto di denunciarne la presenza all’ASL. In molti casi questo non avviene, è quindi bene sapere che qualunque cittadino può rivolgersi all’ASL per compilare una segnalazione anonima. A seguito della segnalazione verranno effettuati dalle autorità i necessari sopralluoghi per la valutazione del rischio e per stabilire le più idonee procedure di messa in sicurezza.

Messa in sicurezza e bonifica

Esistono diverse tipologie di interventi per rendere sicuro un edificio o un terreno in cui sia presente amianto, che vanno dalla rimozione (che implica specifici accorgimenti anti contaminazione) all’incapsulamento, procedura che lascia il materiale sul posto ma proteggendolo con un rivestimento resistente.

Intervento di “incapsulamento”, che consiste nel rivestire l’amianto con strati di apposite vernici leganti e protettive


Gli interventi vengono svolti da ditte specializzate, che devono essere iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Smaltimento amianto: costi e responsabilità

I costi per lo smaltimento sono soggetti a numerose variabili, oscillando in genere tra i 7€/mq e i 15€/mq.
Gli oneri per la rimozione sono a carico del proprietario della struttura (in caso di condominio si applica la consueta ripartizione in base ai millesimi). È utile tenere in considerazione che lo Stato offre diversi incentivi e detrazioni per quanto riguarda gli interventi di smaltimento dell’amianto: è possibile avere informazioni e chiarimenti sulle agevolazioni in vigore al momento della richiesta rivolgendosi a una ditta certificata oppure allo Sportello Amianto Nazionale.

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