Efficienza energetica: la situazione degli immobili in Italia

Lo sappiamo tutti a memoria: l’efficienza nell’utilizzo dell’energia sarà nel prossimo futuro sempre più fondamentale non solo per ragioni ambientali, ma anche economiche. Una grossa fetta del consumo energetico è relativa alle abitazioni, e il sistema della classificazione energetica è un utile strumento per avere un quadro della situazione attuale.

Relativamente agli ultimi anni ENEA, I-Com e FIAIP hanno svolto uno studio allo scopo di valutare il trend delle varie classi di efficienza energetica all’interno del volume di compravendite immobiliari. L’andamento che ne risulta è complessivamente positivo: le prime tre classi energetiche (A, B e C) registrano un progressivo aumento sul totale, quantificato in un 6% tra il 2017 e il 2018, così come sono aumentate del 12% le compravendite relative a immobili sui quali sono stati eseguiti interventi di miglioramento dell’efficienza energetica. Va però considerato che nel nostro paese il mercato immobiliare è composto in larga parte da edifici datati e quindi con bassa classificazione: nel 2018 l’80% delle compravendite ha avuto come oggetto immobili con le classificazioni più basse nella scala. Il dato risulta meno negativo se paragonato al 90% dell’anno precedente, ma il quadro complessivo continua a non essere dei migliori.

I progressi si sono fatti attendere – fino a pochi anni fa si prestava ben poca attenzione al concetto di efficienza energetica e le attuali normative sono state introdotte solo nei primi anni duemila – tuttavia ora il sistema di classificazione è ben radicato non solo a livello di mentalità ma anche nel mercato stesso, andando ad influire sui prezzi e sul valore percepito. A fare la loro parte sono stati senza dubbio bonus e detrazioni fiscali, che spingono i costruttori a rientrare nelle classi più virtuose e i proprietari a investire in ristrutturazioni. 

All’inizio dello scorso anno l’Italia ha presentato il NECP 2030 (Piano Nazionale per il Clima e l’Energia – qui potete approfondire) in cui stabilisce misure ed investimenti relativi all’energia per il prossimo decennio: uno degli obiettivi prefissati sono 180 miliardi di euro di investimenti, parte dei quali ricadrà sul settore immobiliare. Il trend futuro appare quindi promettente, a patto che tali investimenti abbiano la possibilità di concretizzarsi e che siano supportati da politiche di sviluppo adeguate.

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